Si tratta di una tecnica fotografica molto ricercata, molto attuale, legata da sempre alla fotografia, diventata molto di moda soprattutto con la fotografia moderna.
Oggi parleremo del BOKEH.
Cos’è il bokeh? Dal giapponese "Boke" ぼ け, "sfocatura".
Come già anticipato, il bokeh è un termine che è da poco (dal 2000 in poi) entrato a far parte del lessico fotografico internazionale, sostituendosi a quello che noi italiani definiremmo "contributo dello sfocato" o "resa dello sfocato". Si tratta di quell'area che volontariamente non viene messa a fuoco in una fotografia, e che rende il soggetto della foto (quest'ultimo invece in perfetto fuoco) ancora più visibile nel contesto dell'immagine scattata.
In queste zone sfocate, hanno una resa molto speciale le luci; che come delle palline luminose, a seconda dell'ottica che si usa e della relativa apertura di diaframma scelta (vedi secondo esempio in basso), possono dare risultati più o meno soddisfacenti, facendo risaltare più o meno il soggetto della foto.
Approfondiamo leggermente l'argomento del diaframma e della sua apertura.
Fotograficamente parlando, un diaframma ("f/") è un'apertura che di solito è circolare o poligonale, situata nell'obiettivo, che ha il compito di regolare la quantità di luce che raggiunge la pellicola (in una fotocamera analogica) o i sensori (in una fotocamera digitale).
Insieme al tempo di esposizione, l'apertura del diaframma determina la quantità di luce che viene fatta transitare attraverso l'obiettivo, che va quindi a impressionare la pellicola o i sensori.
A totale apertura, il diaframma lascia entrare (in un determinato tempo) quanta più luce possibile verso il supporto sensibile. Al contrario invece, più il diaframma sarà chiuso, meno luce raggiungerà il supporto.

La profondità di campo (in inglese DoF = Depth of Field) è fortemente influenzata dall'apertura del diaframma: se questo è completamente aperto, essa assume il minimo valore ("f/1"); viceversa diminuendo l'apertura (fino a "f/64") si aumenta la profondità di campo.
La sequenza dei valori di numeri f è una progressione geometrica di ragione (circa 1,4) standardizzata al congresso di Liegi nel 1905.
Comprende i seguenti valori: f/1 - f/1,4 - f/2 - f/2,8 - f/4 - f/5,6 - f/8 - f/11 - f/16 - f/22 - f/32 - f/45 - f/64.
Gli obiettivi più adatti per creare questo effetto sono:
- obiettivi macro: utilizzati per macro fotografia (fiori, insetti, piccoli oggetti);
- obiettivi tele: utilizzati per fotografie a soggetti distanti (fotografia naturalistica);
- obiettivi per ritratti: utilizzati per ritrarre persone, animali ma anche alcuni particolari interessanti.
Per questo esempio, Siza ha utilizzato il Canon EF 50mm f/1.8 II (che sta ad indicare la massima apertura che l'obiettivo può ottenere).
Comunemente chiamato "obiettivo da ritratto", è forse l'obiettivo da bokeh per eccezione. Insieme ai suoi superiori 50mm f/1.2 e 1.4, è un obiettivo adatto a moltissime situazioni, adatto anche per situzioni con scarsa luminosità, è in grado di regalare uno sfondo sfocato gradevolissimo risaltando in maniera, oserei dire quasi magica, il soggetto.
Come potete notare, grazie all'uso di un tripod (cavalletto treppiede), Siza ha mantenuto la stessa inquadratura, regolando solamente l'apertura del diaframma. E questo è il risultato.

E anche per oggi è tutto, cari neofotografi.
Speriamo di essere stati d'aiuto anche questa volta.
Alla prossima.
p.s.
si, quello nello sfondo, era un albero di Natale :)
Silvia
Siza
e Mop
Siza
e Mop


E davvero una bellissima tecnica, lascia molto all'estro del fotografo. Ci vuole una mente aperta e multiforme per fotografare certi soggetti e di un oggetto reale renderlo quasi astratto.
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